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Quanto tempo serve per imparare ad andare a vela?

Una delle prime domande che ci si pone quando si decide di avvicinarsi alla vela “Quanto tempo ci vuole per imparare?”

Dipende da cosa significa, per te, “imparare ad andare a vela”.

Imparare a riconoscere le vele e le principali andature è una cosa. Essere in grado di partecipare alle manovre è un’altra. Condurre una barca in autonomia richiede ancora più esperienza. Non esiste quindi un numero di giorni o di ore stabilito dalla normativa che permetta di dire: “Dopo X ore sei un velista”.

La vela si costruisce progressivamente, attraverso formazione, pratica ed esperienza in condizioni diverse.

La stessa Federazione Italiana Vela presenta la Scuola Vela come un percorso di formazione nel quale si apprendono sia le tecniche di navigazione sia aspetti come responsabilità, collaborazione e capacità di prendere decisioni in un ambiente dinamico.

La prima uscita: capire come funziona una barca

All’inizio tutto è nuovo. Ci sono le vele, le cime, il timone, il vento, le manovre e un linguaggio che può sembrare quasi incomprensibile. Per questo una prima uscita non deve avere come obiettivo quello di renderti autonomo.

Deve permetterti di iniziare a capire il comportamento della barca.

Si comincia a riconoscere:

  • le parti principali dell’imbarcazione;
  • la direzione del vento;
  • le vele;
  • le principali andature;
  • le manovre;
  • i nodi;
  • le procedure di sicurezza.

Sono le prime tessere di un percorso che continuerà nelle uscite successive.

Le basi possono essere apprese relativamente rapidamente, soprattutto se si frequenta un corso strutturato e si alternano teoria e pratica. Ma conoscere una manovra non significa necessariamente saperla eseguire bene in ogni situazione.

Per esempio, imparare che cos’è una virata è una cosa. Eseguirla correttamente con vento e onda diversi, coordinandosi con il resto dell’equipaggio, è un livello di competenza successivo.

È proprio per questo che la continuità delle uscite è importante. Più spesso si naviga, più rapidamente si iniziano a riconoscere situazioni, errori e reazioni della barca.

Quando si può dire di essere autonomi?

Essere autonomi non significa soltanto saper tenere il timone.

Significa iniziare a essere in grado di:

  • preparare una navigazione;
  • comprendere le condizioni meteo;
  • gestire le vele;
  • effettuare le principali manovre;
  • ormeggiare e disormeggiare;
  • utilizzare le dotazioni di sicurezza;
  • affrontare un imprevisto;
  • prendere decisioni durante la navigazione.

La patente nautica certifica un’abilitazione alla conduzione secondo i limiti previsti dalla legge. Non sostituisce però l’esperienza maturata navigando.

Il MIT stabilisce infatti programmi e modalità d’esame specifici per le patenti nautiche, mentre l’esperienza pratica si costruisce attraverso la navigazione.

Quindi, quanto ci vuole davvero?

La risposta più corretta è: il tempo necessario dipende dal livello di autonomia che vuoi raggiungere.

Se vuoi semplicemente provare la vela, basta una prima esperienza ad esempio con un weekend didattico.

Se vuoi imparare le basi, puoi iniziare con un corso di vela base.

Se vuoi diventare autonomo, devi mettere insieme formazione e pratica con un corso di perfezionamento.

Se vuoi diventare skipper, il percorso continua con esperienza, navigazioni più impegnative e formazione specifica con il corso skipper.

Non esiste quindi una “scadenza” oltre la quale si diventa velisti. La vela si impara navigando. E più si naviga, più si impara.

Prima impari a stare in barca. Poi impari a navigare. Infine impari a prendere decisioni in autonomia.

 

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